La rivoluzione dei gelsomini, quattro anni dopo

Nel gennaio del 2011 feci di tutto perché il mio volo Istanbul-Dakar che faceva scalo a Tunisi si fermasse più del previsto nella capitale della prima rivoluzione araba. Qualche giorno prima, i tunisini erano scesi per le strade e avevano destituito una dittatura di circa trent’anni. Non chiedetemi come, ma riuscii a rimanere qualche notte a Tunisi in uno scenario surreale. Ricordo bene il cammino notturno in taxi, in strade completamente abbandonate, con il tassista che sviava le mie domande su quello che era appena successo con la stessa abilità con cui allungava il tragitto per l’hotel. Un hotel semivuoto, controllato da un gruppo di militari che ispezionavano chiunque si muovesse dopo le 10 di sera.

tunis

Il giorno dopo, Tunisi somigliava ad una città che si risvegliava dopo una grande festa: nelle strade era rimasta un’atmosfera incredula, come se nemmeno i tunisini avessero ben capito cos’erano appena riusciti a fare. I negozi riprendevano ad aprire con diffidenza, la gente nelle strade fotografava le scritte che aveva lasciato la rivoluzione e che di lì a poco sarebbero state cancellate.

TUnisia3

I contatti che avevo in città temevano ancora di parlare liberamente, ancora abituati al tempo in cui seduto accanto, al bar, potevi avere qualcuno pronto a denunciarti ai servizi segreti. Il mercato della città era completamente vuoto, restava solo qualche professionista attracca-turisti che in quei tempi di magra post-rivoluzionaria decise di concentrarsi su di me con tutte le sue energie. Finii per comprare del profumo di gelsomino, ad un prezzo 2 volte più caro del prezzo reale. Ma era la rivoluzione dei gelsomini ed ero abbastanza romantico da farmi suggestionare all’idea di portare qualcosa di quel clima con me.

TUnisia

Quattro anni dopo, l’entusiasmo successivo alla rivoluzione ha lasciato spazio al realismo e al disincanto che ogni processo di transizione porta con sé. Tra ottobre e novembre i tunisini voteranno per il Presidente e per il Parlamento in uno scenario profondamente mutato, tra rischi di frodi,  polemiche, con una forte bipolarizzazione politica tra laicisti e islam politico,  e il rischio continuo di terrorismo e radicalismo. Quello che verrà fuori dal voto ci dirà se la Tunisia è pronta a fare un passo in avanti nel consolidamento di quel processo iniziato quattro anni fa, lanciando un messaggio all’Europa e a tutta la regione sulle possibilità di conciliare democrazia e islam. E abbiamo tutti bisogno di buone notizie.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...